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¿Hay que retroceder para avanzar?

Editoriali / Sguardi / 3 febbraio 2015

 

Cuando la vida te pone en ciertas situaciones en las que tienes que tomar decisiones, que en su momento piensas que son las más acertadas; cuando has estado dándole y dándole vueltas a ese cambio que necesitabas en tu vida y que por fin has tenido el valor de hacer, (que no es poco teniendo en cuenta como está el patio en España…) tienes que empezar dando pequeños pasitos hacia ese cambio tan ansiado.

Cuando vives solo/a desde hace casi una década, y pasas la barrera de los 30 no te planteas nunca (y cuando digo nunca es ¡nunca!) tener que volver a vivir con tus padres. Si, volver a esa habitación que tus padres convirtieron en un no se sabe qué, mitad salita de estar, mitad trastero, desde el minuto uno que saliste por la puerta.

Todos sabemos el lado positivo de volver a casa de papá y mamá. De hecho, tu madre se encarga de recordártelo diariamente para que no se te olvide: “esto no es un hotel”, “vienes y a mesa puesta”, “te lo dan todo hecho”, “como tú no pagas los recibos…”. Si, eso es lo que nos vamos a ahorrar en el momento que renunciamos a nuestra libertad. Y a qué precio….

Aquí vienen las temidas frases diarias que poco echaste de menos desde el sofá de tu casa: “el sofá no es para dormir”, “quítale voz a la tele, estás sorda?”, entre ronquido y ronquido de tu padre se oye ”no cambies de canal que lo estoy escuchando”, “deja ya el teléfono”, “apaga las luces”, y una infinidad de frases hechas típicas de padres que si no es tú caso, date por afortunado.

Sin embargo, creo sinceramente que a veces, es necesario “retroceder” y volver al punto de partida para poder ver con claridad cuál es tú próximo objetivo y dar un paso adelante. Así bien, si eres uno de los “agraciados” como yo, disfrútalo, de vez en cuando viene muy pero que muy bien que te lo den TODO hecho.

Feliz semana :)

a toutcourt.org Isabel G Sanchez

 

Dovremmo tornare indietro per avanzare?

Quando la vita ti mette in certe situazioni devi prendere decisioni che, in quel momento, credi siano quelle migliori; quando hai pensato e rimuginato il cambiamento che vuoi nella tua vita e hai finalmente avuto il coraggio di metterlo in pratica (il che non è male considerando la situazione in Spagna…), devi iniziare a fare dei piccoli passi nella direzione di quella svolta tanto attesa.
Quando si è vissuto da soli/a per quasi un decennio, e si è superata la soglia dei 30 non pensate mai (e quando dico mai, è mai!) di tornare a vivere con i vostri genitori.

Sì, ritornare in nella stanza dove sei cresciuta e che, nel frattempo, i tuoi genitori hanno riconvertito – dal primo minuto che te ne sei andata – in non si sà bene cosa: per una metà a sala, e per l’altra a ripostiglio.
Conosciamo tutti i vantaggi di tornare a casa a mamma e papà. In realtà, tua madre non perde occasione per ricordarti di non dimenticare che: “questo non è un albergo” e “vieni a sederti a tavola” e ancora “trovi tutto fatto”, per concludere con “qui non paghi le bollette … “. Sì, è vero, questi sono i vantaggi che arrivano nel momento in cui rinunciamo alla nostra libertà. A quale prezzo, però ¡
Ecco arrivare le temute – quotidiane – piccole frasi che, a differenza della comodità della vostra vecchia casa, non vi mancavano affatto: “il divano non è per dormire”, “abbassa il volume della TV, sei sorda?”, tra una russata e l’altra di tuo padre: “non cambiare canale, ho gli occhi chiusi ma sto ascoltando “, ” smettila con qul teléfono!”,” spegni le luci “, e innumerevoli frasi tipiche di genitori. Non è il tuo caso? Beh, allora sentiti fortunata.
Tuttavia, credo sinceramente che a volte sia necessario “riavvolgere” e tornare al punto di partenza per vedere chiaramente qual è il tuo prossimo obiettivo e fare un passo avanti. Quindi, se sei uno degli “sfortunati” come lo sono io, goditela, magari non avrai molto, ma almeno sarà TUTTO pronto.
Felice settimana J

Per toutcourt.org Isabel G Sanchez

Grazie ad Alessandro Nardone per la traduzione

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