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I “Forse” dell’inquietudine

Editoriali / Sguardi / 11 dicembre 2014

 

Porta inquietudine la sensazione di non farcela, una grande inquietudine!

 

Eppure c’è una certezza che si chiama destino ed è per questo che non ci si dovrebbe arrendere di fronte a nulla, nemmeno al possibile presagio conseguente ad una sensazione. (Infatti “non ci si dovrebbe arrendere…”)

Forse non ci si fermerà al semplice percepire, per quanto “semplice è troppo riduttivo.
Forse andremo oltre per poi dirci “avevo ragione, dovevo ascoltarmi”! Forse si, evidentemente, anche perché con “i se e con i ma”…

Forse” ecco!

Invece il forse non è contemplato perché il destino aveva previsto ciò e nulla l’avrebbe allontanato.
Proprio nulla?
L’unica cosa che può allontanare certe cose inevitabili è solo il tempo di percorrenza, la lentezza o la  velocità del passo.

A volte siamo soli nell’incontrare il nostro destino, ma si può scegliere di avanzare verso di esso in compagnia … Alla fine i balli possono essere condivisi e anche quelli di gruppo, talvolta, non sono male, l’importante è scegliere dei buoni compagni di viaggio.

 

Iris Pigeon per toutcourt.org

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