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Il Sogno

Editoriali / Videoeditoriali / 28 febbraio 2015

Ci sono dei sogni che non hanno mai fine.

Non li interrompe il risveglio e nemmeno il passare degli anni, perché è vero: il corpo invecchia e la ragione matura – almeno dovrebbe – ma quel bimbo che c’è in te non se ne va mai. Lo nascondiamo, spesso oltraggiamo la sua essenza, impaurito a volte se ne sta in un angolo ma lui c’è e io lo sento, lo vedo…lo seguo!

Quando sgrido Vittoria Amelia, per qualcosa che non deve fare , mi domando spesso “chissà perché si comporta così?” Me lo domando in circostanze dove non vuole salutare una tale persona o non vuole fare una tale cosa oppure si pone con atteggiamento ostile o negativo verso una situazione o una persona. “Non possono essere solo capricci”, mi dico. E’ il suo istinto, il suo sguardo puro e devo capirla e anche assecondarla! Sceglie e scegliendo si orienta e traccia il percorso, cammina.

 

Vittoria Amelia va a scuola da un anno circa. Ha diversi compagni ma da subito, dopo averli studiati, ha espresso una predilezione per due in particolare : Dani e Athena. Li nomina sempre e gli parla anche quando non ci sono, nel suo gioco indisturbato, nomina sempre anche le loro mamme chiamandole per nome. Il giorno che litigano, magari si azzuffano e magari si fanno dei segni accidentali, graffi per esempio, quando mi dice chi è stato e mi spiega il fatto non ha mai un tono arrabbiato o accusatorio ma lo racconta dicendo che ha provato male ma che quell’amico/a l’ha fatto perché è un  “monello/a”. Ah com’è vero “non si vede bene che col cuore”! I sensi coadiuvati dall’istinto! Quando la sera recitiamo le preghiere insieme e diciamo l’Ave Maria è ogni volta esclama: “Maria è mia! ”Maria è una delle sue maestre ed è chiaro: è preziosa e nei suoi pensieri, sempre…  divisa tra sacro e profano!

– Poi che nomini Peppa Pig mentre dorme, è un argomento che sottoporremo all’attenzione, se dovesse ripetersi, di un buon psicologo infantile –

Parentesi famigliare a parte, è chiaro che tutte le persone che incontriamo e con le quali ci scontriamo integrano i nostri sogni, a volte, per assurdo, poniamo fine a degli screzi anche grazie a un sogno, oppure scegliamo definitivamente che quella tale situazione o persona non fa per noi. Un sogno ti avverte, nel bene e nel male, sempre che tu lo riesca a ricordare al tuo risveglio.

Ma torniamo a quei tipi di sogni, a quelli che ti fanno continuare il “viaggio” anche ad occhi aperti.

I sogni iniziano proprio da li, dall’inizio della vita, quando ancora si è in pancia e crescono con noi. SI intrecciano agli anni che passano ed alle esperienze che viviamo ma c’è qualcosa che resiste a tutto ciò che è prettamente esperienzale e ci proietta agli istinti primordiali. Io e mio marito parliamo spesso dei nostri sogni, fatti ad occhi chiusi ed aperti.

 “Chissà cosa sogna Vittoria? Come vorrei sognare con Lei!”

Ho un sogno che si chiama Famiglia e mi piace viverlo. Ale sceglie le parole giuste, io cerco di canticchiarle o raccontarle e Lei le tesse con la sua fantasia…

E già…Noi sogni-amo, contro tutto e tutti e non pensate sia sempre facile farlo!

 

buon sabato

un pensiero affettuoso

Irene Colombo per toutcourt.org

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