GUARDIOLA E IL SUO BARCELLONA: STRATEGIE DI UN MAESTRO

February 22nd, 2012 @

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GUARDIOLA E IL SUO BARCELLONA: STRATEGIE DI UN MAESTRO

E’ un ritornello che si sente da 3 anni a questa parte : il Barcellona di Guardiola è la miglior squadra di sempre.
Migliore del grande Real di DI Stefano e Puskas, migliore dell’Ajax di Cruijff, del Milan di Sacchi, della grande Inter di Herrera. Presenta un gioco unico che non ha uguali nel panorama del calcio mondiale, merito di un gruppo di giocatori cresciuti nella “cantera” (settore giovanile) e che giocano assieme dalle giovanili, ma soprattutto dell’allenatore Pep Guardiola, ex gloria del club, con un breve trascorso in Italia tra Brescia (società a cui è rimasto estremamente legato) e Roma.

Quando nel 2008 fu scelto dal presidente Laporta per iniziare il ciclo post Rajkaard, sancito dalle cessioni di Deco e Ronaldinho, c’erano molte perplessità sul suo conto, poiché il tecnico aveva poca esperienza avendo allenato solo il Barcellona B, portandolo però alla promozione in Segunda Division B (Equivalente dell’italica Lega Pro). Al primo anno è riuscito in un’impresa titanica vincendo 6 titoli su 6. Nessuna squadra era mai riuscita a fare un en plein del genere, e nessun allenatore al suo esordio aveva mai vinto così tanto. Il merito va a un gioco che, come già detto, non ha eguali in tutto il mondo e che in questa stagione ha trovato nuovi e geniali sbocchi.

Vediamo di analizzare meglio la formazione tipo: la squadra si schiera (come peraltro già avveniva con Rajkaard) con un 4-3-3, con una difesa impostata con due terzini di cui uno particolarmente votato all’attacco (Dani Alves) e uno più di contenimento (Abidal) e come coppia di centrali difensivi la migliore al mondo (Piquè e Puyol), i quali talvolta danno il via all’azione e sono molto forti sui calci piazzati.
Nei 3 di centrocampo figurano una “diga” davanti alla difesa per spezzare il gioco avversario e far ripartire l’azione e che all’occorrenza può essere adattato come centrale di difesa (Busquets o Mascherano) e due “palleggiatori” di grande qualità e tecnica di cui uno è più un regista (Xavi) e l’altro centrocampista totale (Iniesta , Fabregas o Thiago Alcàntara).
In attacco non figurano prime punte di ruolo forti fisicamente (vedi Ibrahimovic), poiché intralciano i movimenti delle seconde punte che partono dall’esterno e svariano su tutto il fronte offensivo, ma vi sono seconde punte e/o esterni (Sanchez, Villa, Pedro, il sottovalutato Afellay e una miriade di giovani provenienti dalla “cantera”) e poi Messi.
Messi è probabilmente il più forte calciatore della storia (a mio avviso lo sarà quando inciderà anche in nazionale) nel ruolo di centravanti classico che interpreta alla perfezione segnando tonnellate di gol: 222 in totale al Barcellona con una media a partita mostruosa: 0.71, se poi stringiamo le marcature alla sola Liga è ancora più devastante, negli ultimi 4 anni su 122 presenze ha segnato 115 volte ovvero una media di 0.94 gol per partita, questo significa che ogni volta che Messi scende in campo è praticamente inevitabile che segni almeno una rete.

Uno dei principali punti di forza di questa squadra è inoltre la compattezza e il muoversi con una perfetta sincronia, unite ad un pressing asfissiante che comincia già dagli attaccanti. Vediamo ora di analizzare le novità tattiche di questa stagione: la prima, utilizzata anche (con ben altri risultati) dalla Roma di Luis Enrique prevede l’abbassamento del centrocampista davanti alla difesa sulla linea dei centrali e lo spostamento dei terzini sulla linea dei centrocampisti al fine di avere una spinta maggiore sulle fasce, passando dal 4-3-3 di base ad un 3-4-3 altrettanto solido, offensivo e spettacolare.
Altra geniale soluzione tattica adottata quest’anno è un 3-4-3 di partenza con il centrocampo schierato a rombo con Cesc Fabregas vertice alto, che sfrutta la sua capacità negli inserimenti sia per creare superiorità numerica in area sia per sfruttare la sua vena realizzativa che finora lo ha portato a segnare 15 gol stagionali, risultando il miglior marcatore della squadra dietro l’inarrivabile Messi.
Talvolta questo 3-4-3 diventa un vero e proprio 3-3-4 con Fabregas presenza fissa nell’area di rigore avversaria e i 3 di centrocampo disposti in maniera classica.

In questi giorni non si sa se Guardiola rinnoverà il proprio contratto in scadenza il 30 Giugno 2012, e molte big europee e anche squadre italiane hanno drizzato le antenne, sperando di poter mettere le mani sul miglior allenatore del 2011, che finora ha dimostrato una grande personalità e soprattutto una mentalità oltremodo vincente riuscendo a motivare e a trovare nuovi stimoli ogni giorno ad un gruppo che ha vinto tutto dal 2009 a questa parte.

 

Michele Barsotti