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QUESTIONE DI PRIORITA’

Editoriali / 23 settembre 2014

 

Le regole sono regole.    Su questo io non transigo.

Sono assolutamente rigida. Non esiste una buona causa per infrangere le regole. Non esiste la bugia buona o quella cattiva, non esiste il fallo senza cattiveria in area di rigore. Lo sai prima e quindi, essendo soggetto pensante, conosci la conseguenza. Appunto. Soggetto pensante: colui che agisce non per istinto, ma in seguito a un ragionamento. Che sia una congettura che ha richiesto una vita o una decisione presa tra capo e collo si tratta sempre di una scelta. Una scelta tra aspetti positivi e negativi, una scelta tra priorità, una scelta tra cosa è meglio o peggio in quel momento.

Quindi:

giochi nella Roma, hai segnato un goal e hai promesso alla nonna che l’avresti abbracciata dandoLe una gioia enorme ripresa dalle telecamere di tutto il mondo?                  Perfetto.           Sai che ti dico? Hai fatto bene. Benissimo.             Ma vieni sanzionato.

E’ giusto, corretto, sacrosanto che tu debba essere sanzionato. Perchè le regole ci sono. Anzi ci devono essere. Se tu non venissi sanzionato avremmo partite che proseguono per ore perché ad ogni goal chiunque si sentirebbe in diritto e forse in dovere di andare a salutare nonni, mamme, mogli, figli, vicini di casa… invece devi essere sanzionato, devi avere il cartellino giallo e per questo l’episodio verrà ricordato! Sulla bilancia di costi/benefici hai scelto che la commozione della nonna valesse la sanzione e l’ammonizione! E’ una scelta. Non sarà sempre così. Non deve essere sempre così. E comunque, se anche qualcuno lo rifarà, sarà un déjà vu

Però, siamo seri, strappa lacrime il gesto, ma solo perché non eri già stato ammonito. Le lacrime commosse della nonna non sarebbero state sufficienti per compensare un’inevitabile espulsione.

Sempre una questione di priorità.  Sempre una questione di scelte. E le scelte hanno un prezzo da pagare.

Sempre!

Paola per toutcourt.org

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