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“TRASH” il capolavoro di Stephen Daldry

Arte / Editoriali / 11 novembre 2014

Il capolavoro di Stephen Daldry é stato uno dei film più attesi in questa

nona edizione del Festival Internazionale del Cinema di Roma.

I protagonisti della storia, Raphael, Gardo e Rato, sono tre

quattordicenni che vivono nelle favelas brasiliane popolate da rifiuti e

povertà. Un giorno Raphael trova, tra i rifiuti, un portafoglio contenente

soldi, un calendario con l’immagine di San Francesco, una chiave e una

foto. La polizia é alla ricerca del portafoglio che i tre ragazzi, non

fidandosi, custodiscono segretamente.

Nonostante le condizioni malsane delle favelas, l’ottimismo e la voglia di

sorridere non manca.

I tre protagonisti mostrano un duplice aspetto: da un lato l’ironia, la

spensieratezza e la positività di un quattordicenne, dall’altro la forza, il

coraggio, la speranza, la fede e la voglia di portare a termine la missione,

ormai diventata loro, di Jose Angelo, solo perché lo ritenevano giusto.

La purezza e la forza d’animo dei tre ragazzi é disarmante. Ciò pone allo

spettatore una riflessione: il raggiungere un obiettivo solo perché é giusto

e il voler ottenere qualcosa senza scrupoli e sensibilità con la violenza e

corruzione che muove, come “pedine”, la polizia.

Pellicola di alta qualità, affronta temi complessi e profondi che riguardano

anche la nostra società. Nel film sono presenti immagini crude e violente

che hanno esaltato l’aspetto reale della storia.

 

“Trash” non vuole, solamente, intrattenere il pubblico, ma vuole insegnare

ed educare come se fosse una sorta di “magister”: i grandi dovrebbero

prendere esempio dai più piccoli. Sono loro che ci insegnano che non si

fa qualcosa solo per secondi fini ma quel qualcosa si può fare pur non

sapendo il perché la si sta facendo.

“Rivendicare sempre i nostri diritti !”

LucreziaElle per toutcourt.org

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